venerdì 30 luglio 2010

sogni

sono sempre stata convinta che la vita non ha senso se manca dei nutrimenti base, proprio come una buona torta, più gli ingredienti sono di qualità più risulterà buona e l'attenzione nella cottura farà il resto.
Vedo intorno a me persone dedite all'apparenza, alla materialità, a rapporti sporadici e soprattutto superficiali. Nessuno più vuole rischiare di mettersi in gioco con i sentimenti, nè per amicizia nè per amore. Si parla solo di soldi soldi soldi evitando se non per errore i rapporti umani.
Si preferisce ubriacarsi di lavoro e di cose effimere pur di non guardare dentro se stessi ed ammettere di essere dei fallimenti.
Aprire gli occhi la mattina e sentire il sole sulla pelle, addormentarsi al chiarore della luna, comprendere senza un perchè che il tuo cuore sa ancora amare.

domenica 18 luglio 2010

anima gemella

L'unico essere vivente che sino ad ora ho trovato simile alla mia Anima Gemella è nero, peloso, cammina a quattro zampe e risponde al nome di Birillo. Da piccoli ci leggono le favole, ci fanno sognare, credere che i desideri si possano concretizzare ma abbastanza presto, diciamo con l'inizio della scuola, ci fanno tornare bruscamente con i piedi per terra obbligandoci ad invertire la rotta. Prima il dovere e poi il piacere etc etc. Veniamo riempiti di regole, di dogmi e verità che sono di altri e non nostre, ma perchè ci fanno questo?
Per una serie di vicissitudini ho trascorso la mia vita pensando che tutto dovesse essere come me lo hanno insegnato, solo con l'esperienza, la ribellione e la sofferenza ho capito la vita deve essere vissuta e non subita.
Tornando all'argomento del post parliamo di anima gemella. Forse è stata la mia immaturità, la mia ottusità e molto probabilmente anche la mancanza di fiducia in me stessa a farmi incontrare persone dalle quali non potevo, per la semplice ragione che erano ermetici, condivivere e vivere una relazione di coppia appagante.
Voi potreste chiedervi cosa intendo per appagante ebbene ve lo scrivo subito. L'entusiasmo dello stare insieme, del condividere un'esperienza, un'emozione, una gioia o un dolore. Il poter dare e avere uno scambio energetico sano e costruttivo, il darsi amore con un gesto con un fiore, con una parola.
A volte penso che bisognerebbe proibire i matrimoni prima dei 40 anni per mancata maturità ma a quel punto poi chi si moltiplicherà? ben pochi, la natura non aspetta i tempi della maturità e men che meno quelli della saggezza e forse è meglio così.
Cerco un amore fatto di dialogo, di condivisione, di ideali e obbiettivi comuni perchè così un giorno, quando la passione sarà placata, potrà proseguire il suo cammino su solide e durature basi. Un giorno lo incontrerò, lo vivrò e potrò finalmente realizzare il mio sogno più grande, proprio come quello delle favole di bimba. Perchè i sogni sono il nutrimento dell'anima proprio come il cibo del corpo.

venerdì 25 giugno 2010

lettera ad una bambina (di Paolo Crepet)

Se mi chiedessero di scrivere una lettera a una bambina che sta per nascere, lo farei così.
Cosa hai sentito finora del mondo attraverso l'acqua e la pelle tesa della pancia di mamma? Cosa hai compreso delle nostre paure? Riusciremo a volerti senza riempire il tuo spazio di parole, inviti, divieti? Riusciremo ad accorgerci di te anche dai tuoi silenzi, a rispettare la tua crescita senza gravarla di sensi di colpa e di affanni? Riusciremo a stringerti senza che il nostro contatto sia richiesta spasmodica o ricatto di affetto? Vorrei che i tuoi Natali non fossero colmi di doni-segnali a volte sfacciati delle nostre assenze ma di attenzione. Vorrei che gli adulti che incontrerai fossero capaci di autorevolezza, fermi e coerenti: qualità dei più saggi. La coerenza, mi piacerebbe per te. E la consapevolezza che nel mondo in cui verrai esistono oltre alle regole le relazioni e che le une non sono meno necessarie delle altre, ma facce di una stessa luna presente. Mi piacerebbe che qualcuno ti insegnasse a inseguire le emozioni come gli aquiloni fanno con le brezze più impreviste e spudorate; tutte, anche quelle che sanno di dolore. Mi piacerebbe che ti dicessero che la vita comprende la morte. Perché il dolore non è solo vuota perdita ma affettività, acquisizione oltre che sottrazione. La morte è un testimone che i migliori di noi lasciano ad altri nella convinzione che se ne possano giovare: così nasce il ricordo, la memoria più bella che è storia della nostra stessa identità. Mi piacerebbe che qualcuno ti insegnasse a stare da sola, ti salverebbe la vita. Non dovrai rincorrere la mediocrità per riempire i vuoti, né pietire uno sguardo o um'ora d'amore. Impara a creare la vita dentro la tua vita e a riempirla di fantasia. Adora la tua inquietudine finché avrai forza e sorrisi, cerca di usarla per contaminare gli altri, sopratutto i più pavidi e vulnerabili. Dona loro il tuo vento intrepido, ascolta il loro silenzio per curiosità, rispetta anche la loro paura eccessiva. Mi piacerebbe che la persona che più ti amerà possa amare il tuo congedo come un marinaio che vede la sua vecchia barca allontanarsi e galleggiare sapiente lungo la linea dell'orizzonte. E tu allora porterai quell'amore sempre con te, nascosto nella tua tasca più intima

lunedì 21 giugno 2010

estate

Oggi il calendario segna l'inizio dell'estate... sarà ma non la vedo, ne dentro ne fuori di me. Il freddo è uniforme ovunque guardi, persino i miei fiori soffrono e sembrano non voler più sbocciare. I bimbi giocano sulla spiaggia, hanno abbandonato secchielli e palette in un angolo perchè non è il tempo per star fermi a costruire castelli, rimandano a tempi migliori e preferiscono rincorrersi, scaldarsi col fedele amico a quatro zampe. Bella immagine.
Il caldo e l'eccitazione che di solito accompagnano questo periodo sono lontani, so che ci sono e che se allungo la mano col pensiero li posso toccare ma sono indolente e preferisco aspettare... che per una volta venga lui incontro a me.
Il giorno di San Giovanni è vicino e come sempre esprimerò il desiderio del cuore... chissà che quest'anno si realizzi il mio più bel sogno...
Un bacio a chi legge :-)

martedì 15 giugno 2010

libertà


a volte mi chiedo com'è possibile essere così duri con se stessi. Ci insegnano sin da piccoli ad obbedire, a non trasgredire, rispettare le regole etc etc ma si dimentica un po' troppo spesso di dover amare se stessi.
Vedo intorno a me un sacco di persone che per la recita quotidiana che è la vita si negano cose che non fanno altro che appesantire il nostro già fragile equilibrio e toglierci la gioia di vivere.
Tutti questi NON ci rendono schiavi di una normalità che noi non abbiamo stabilito e che ci impedisce di essere "liberi".
Ovvio, civiltà non vuol dire togliere la vita, l'aria o le cose altrui e neppure far del male ma la libertà dell'anima è fondamentale, vitale direi.
Il sentirci unici arbitri dei nostri desideri e dei nostri sogni è quello che ci permette di poter realizzare obiettivi importanti e indispensabili al nostro benessere psico-fisico.
Cerchiamo, oltre ai nostri doveri, di saperci ritagliare spazi che ci permettono la rinascita quotidiana e perpetua.

domenica 30 maggio 2010

mercoledì 26 maggio 2010

massimo ranieri


Ieri sera, per la seconda volta quest'anno, sono andata a teatro a vedere Massimo Ranieri: canto perchè non so nuotare.
Inutile dire che sono una sua fan sin dalla tenera età anzi, io e il suo primo successo siamo nati nello stesso anno.
Questa volta ho portato con me mia sorella e ogni volta che sentiva una vecchia canzone mi diceva: sapessi quante volte me l'hai fatta ascoltare... volente o nolente.. quel mangiadischi l'hai fuso!
Vero, costringevo i miei genitori a comprarmi i suoi dischi e ancora oggi ricordo a memoria quelle canzoni. Fu un dolore per me quando a soli 24 anni decise di ritirarsi dal mondo della canzone per poi tornarci prepotentemente nel 1988 a Sanremo con "perdere l'amore".

E' iniziato lo spettacolo con "se bruciasse la città" e poi un susseguirsi di successi, anche di altri cantautori italiani, da far venire la pelle d'oca più volte.
Bello il corpo di ballo e l'orchestra, tutto al femminile, l'unico maschietto oltre a lui un ragazzo di 16 anni che si è esibito in uno splendido tip tap.
Applausi a non finire e molti visi stupiti per la soddisfazione di aver trascorso più di due ore in assoluta allegria.
Grazie Massimo per avermi fatto ricordare altri successi indimenticabili della nostra canzone e per la tua vitalità... da far invidia a qualsiasi quarantenne...

venerdì 21 maggio 2010

madrid

Questa notte sono tornata da Madrid, ci sono stata per tre giorni in compagnia di un'amica. Bella città, pulita e ricca di interessi culturali.
L'abbiamo girata in lungo, in largo, sia a piedi che in metro (15 linee linde)e più di una volta perchè abbiamo scoperto che a parte la Cattedrale Almudena tutte le altre Chiese sono aperte solo alla mattina, abbiamo visitato il Convento di clausura delle Descalzes Reales, una mostra dedicata a Monet, Palazzo Reale, Plaza Mayor, la splendida Basilica dedicata a San Francesco, il parco del Retiro e altro ma ovviamente non siamo entrate al Prado, sarebbe stata una visita troppo fugace e di certo insoddisfacente. Appena in possesso delle foto ne pubblicherò qui qualcuna. Il clima che ci ha accompagnato era splendido, sole sole sole e già questo visto, gli ultimi mesi, è stato un successo.
Siamo tornate stanchissime e appena in tempo per evitare la fiumana di tifosi che stà arrivando nel capoluogo per la finale della Champions League 2010 di calcio.
Di tutto questo l'unica nota stonata è stato il furto della macchina fotografica...
Riuscire a ritagliare degli spazi appaganti è vitale per me in questo momento, riescono a darmi la forza per sopportare un lavoro che non amo ed a ravvivarmi il morale :-)

martedì 11 maggio 2010

foto

Ho conosciuto Francesco tempo fa ora di professione fotografo. Tra una chiacchera e l'altra, dopo aver visto le mie foto, mi propone di fare degli scatti. Inutile dire che ho pensato ad un banale tentavivo di approccio e anche se mi aveva invitata ad andare nel suo studio avevo preso molto poco in considerazione l'idea di accettare. In effetti non è che in questo periodo vedo molto di buon occhio il mondo maschile. Nel tardo pomeriggio gli invio un messaggio nel quale educatamente declino il suo invito a causa del maltempo e della stanchezza ma mi vedo recapitare una risposta inaspetatta: sei una "paccara". A me paccara non l'ha mai detto nessuno.
Lo chiamo e naturalmente accetto la sfida, ore 21 nel suo studio. Mentre velocemente do da mangiare ai gatti che muoiono di fame mi arriva un sms con scritto di portare una camicia bianca o nera di seta, possibilmente lucida. Accidenti penso... vuole davvero farmi le foto. In quattro e quattrotto penso a cosa ho nell'armadio. Nulla che possa andar bene a parte un vestito nero estivo, una giacca bianca (bella ma se si è un po' abbronzati) e... le mie sottovesti. Queste però sono un po troppo per dei semplici scatti e poi... non esageriamo!
Ricontatto Francesco che dice vanno benissimo, mah! dubbiosa parto ignara del proseguo della serata.
Arrivo all'indirizzo datomi e fatte tutte le scale a piedi arrivo sulla soglia col fiatone. Le dovute presentazioni ed entro nello studio: pc, spot, flash e macchinari vari mostrano senza alcun dubbio che sono in una sala di posa.
Chiaccheriamo un po e sorseggiando un caffè parliamo del più e del meno e della sua passione, l'inter :-( vabbè... gliela passo.
Mi chiede di vedere gli indumenti portati e fra il grigio perla, il verde acqua, il rosso ed il bianco sceglie ovviamente il nero.
Mentre mi cambio nella stanza attigua un misto di imbarazzo a fricciorio mi pervade. C'è sempre una prima volta dico io... sono poi foto!!!
Ritorno nello studio e mi fa sedere su un velluto nero che fa da sfondo, sistema le luci, prova la macchina e incomincia a scattare una serie di immagini, gira la testa, piegala, sorridi, muovi la gamba etc etc. Alla fine del primo round (credevo fosse l'ultimo) andiamo al pc per analizzare il risultato. Le foto sono belle ma i miei 46 anni si vedono, dopo i tre kg persi per la dieta obbligata poi...ancora di più :-(
Seconda tempo, mi sento più rilassata e forse entro anche un po più in sintonia con lui. Mi sto divertendo e a dire il vero sembra vedersi nelle ultime foto.
La serata è trascorsa in un baleno ma si è fatto tardi ed è meglio rientrare visto che domani si lavora.
Dice che mi invierà le foto tramite mail così da poterle scegliere, lo ringrazio ovviamente e torno verso casa.
Persona delicata e sensibile forse un po' nostalgico. Per lui queste situazioni sono sicuramente nella norma ma per me è stata un'esperienza molto simpatica e probabilmente unica nel suo genere, per questo non la dimenticherò.
Grazie Franz :-)

mercoledì 5 maggio 2010

sogno

questa notte ho sognato il mare e sulle sue rive un piccolo albergo di colore blu notte con le persiane azzurre. L'interno di questo albergo era particolare, ad ogni stanza apparteneva un colore e anzichè avere il classico numero di appartenenza si chiamavano col nome del colore stesso, stanza rosa, stanza arancio etc etc.
La sala da pranzo color verde acqua aveva vetrate che davano direttamente sul mare e anche se il clima fuori era freddo e ventoso all'interno si respirava aria di pace.
Candele bianche adornavano le tavole, il camino scoppiettante e una musica di sottofondo rendevano l'ambiente caldo e accogliente.
Il mare era agitato e le onde si rincorrevano infrangendosi rumorosamente sulla spiagga a quell'ora deserta. Dalla terrazza si ammirava un panorama mozzafiato... il nulla intorno se non l'intenso profumo del mare e il silenzio assoluto.
Una favola.

lunedì 3 maggio 2010

accettazione

Tutto sarebbe più semplice se fossimo in grado di accettare ciò che ci succede come un evento destinato a farci crescere e non come un qualcosa contro cui lottare per vedere realizzati quelli che noi crediamo i nostri obbiettivi.
Ognuno di noi ha sogni, desideri e speranze di realizzare ciò che la propria mente o il nostro ego partorisce. Solo il nostro vero talento può farci davvero ottenere risultati grandiosi sempre però a discapito di qualcos'altro.
A volte si ha la fortuna di scoprire la nostra vera meta in adolescenza, altre volte in età adulta e, con la quotidianità, gli impegni e le responsabilità assunte impediscono o rallentano eccessivamente il poter realizzare il nostro obbiettivo.
Ad alcuni basterà ritagliarsi spazi propri, altri troveranno il coraggio di buttare tutto all'aria e vivere la vita in libertà, altri ancora non scopriranno mai la loro vera meta perchè proprio non si chiedono qual'è.
L'importante è riuscire ad essere sinceri con se stessi, sino in fondo, sino a sentire dolore per le proprie ansie, insoddisfazioni e speranze perchè... siamo vivi.

lunedì 26 aprile 2010

la mia compagnia



Tre anni fa un'amica mi disse di aver trovato un gatto ma di non poterlo tenere con sè perchè quelli che già aveva non lo accettavano.
Sapeva che in passato ne avevo avuto uno, che ho dovuto lasciare ai miei genitori quando mi sono sposata, così il 19 aprile dissi di sì e arrivò Birillo.
Gatto dalla taglia decisamente grande, nero con occhi verdi... una meraviglia :-)
Appena arrivato era spaventato, rimase in alto alla credenza per ben 3 giorni e scendeva solo per mangiare quando io mi allontanavo. Quando capì che non c'era pericolo alcuno iniziò ad avvicinarsi e con l'andare dei giorni incominciò a cercare le coccole, a sedersi sulle gambe e poi anche a dormire con me.
Quest'ultimo forse questo è stato un errore ma a dire il vero soddisfaceva entrambi. Sentirlo appallottolato al mio braccio o con la testa sulla mia spalla mi faceva bene e le sue fusa erano musica anche se poco orecchiabile.
Il 5 settembre scorso mi resi conto che qualcosa in lui non andava, camminava molto lentamente e respirava a fatica... di volata lo portai dal veterinario che diagnosticò la rottura del muscolo del diaframma a causa di un forte trauma, se non si operava sarebbe morto in breve tempo. Quegli occhi doloranti mi spezzarono il cuore, se avessi potuto mi sarei fatta operare al suo posto ma ovviamente non era possibile.
Il veterinario mi suggerì di portarlo in una clinica specifica così in tarda notte partii per portare il mio micione da chi avrebbe tentato di salvarlo.
Per tutti i 4 giorni della degenza, la sera dopo il lavoro, andai a trovarlo (perchè così mi dissero di fare)e al quinto giorno lo riportai a casa. Feci tutti i 50 km con lui sulle gambe perchè era il solo modo per non farlo piangere, aveva ancora paura. Da lì, lentamente, nacque l'idea di trovargli una compagnia, non volevo stesso solo come me, e dopo qualche mese arrivò Trottola. Molto diversa da lui, fatta eccezione per la stazza, bianca di colore col dorso cappuccino, occhi gialli.
E' stata un'impresa far accettare a Birillo la nuova inquilina, i gatti sono teritoriali e lui si sentì espropriato del sul domicilio... in compenso però essendo lei cucciola lo cercava sempre per giocare e nonostante le sue resistenze Birillo alla fine dovette capitolare.
A distanza di quattro mesi sono inseparabili, giocano, litigano, si cercano, si lavano a vicenda e si riempiono di bacini, la cosa più spassosa però è vedere come lui la difende, guai se si avvicina un altro gatto e men che meno se attenta alla sua castità... diventa una pantera!
E' uno spettacolo vederli insieme... spero per lungo lungo tempo :-)

martedì 20 aprile 2010

anima e coscienza

Il vocabolario della lingua italiana definisce l'anima come parte immateriale e immortale dell'uomo, tramite la quale egli pensa, vuole e agisce, concepita come sostanza distinta dal corpo. Sede degli affetti e dei sentimenti.
La coscienza è descritta come la consapevolezza del sè, delle proprie azioni e il sentimento che ciascun individuo ha dei valori morali.

Bene, credo che queste parole siano perlopiù sconosciute a parecchi individui. L'unico credo è "io, me medesimo" niente più rispetto per i sentimenti altrui, per i desideri, i sogni e perchè no.... il tempo che ti è stato dedicato, in silenzio.

sabato 17 aprile 2010

... a domani

Tempo uggioso anche oggi, il cielo è triste ed io con lui.

giovedì 15 aprile 2010

beatles

Non si può non ammettere che ancora oggi i Beatles sono la principale ispirazione per decine e decine di gruppi pop inglesi e non solo, anzi sicuramente possono considerarsi capostipiti della musica leggera moderna. La loro storia inizia nel lontano 1957 nella città di Liverpool, quando il diciassettenne John Lennon (nato il 9 ottobre del 1940) e un quindicenne Paul McCartney (nato il 18 giugno del 1942) si incontrano per la prima volta su un palcoscenico alla Woolton Parish Church durante un concerto rock: sono entrambi chitarristi in due differenti gruppetti di dilettanti.
Inizia cosi un rapporto destinato a produrre una quantità enorme di canzoni storiche e non ci vuole molto perché al duo si aggiunga un compagno di scuola di Paul, George Harrison (nato il 25 febbraio del 1945).
Nel 1958 è pronto il primo nucleo dei futuri Beatles, anche se si chiamavano Quarrymen e propongono una strana miscela di musica "povera" a base di jazz tradizionale e rhythm blues e rock’n’roll. Ma in quell’anno un tragico evento contribuisce a rendere più intrasigente il carattere già ribelle di John Lennon: muore in un incidente stradale la madre Julia, a cui verrà dedicata, nel famoso "album bianco" del 1968, l’omonima canzone. La musica, allora, diventa la prima ragione di vita e dopo un periodo di incertezze, Lennon guida i futuri Beatles verso miglioramenti tecnici quotidiani. In contraddizione con tutto ciò, si aggiunge al gruppo nel 1959 in qualità di bassista il poco esperto Stuart Sutcliffe: il basso, come strumento, addirittura non lo conosce affatto, ma ha abbastanza soldi per poter comprare una strumentazione decente e, perciò, il gioco è fatto. Manca solo un batterista e, un anno dopo viene trovato nella persona di Pete Best. Così nel 1960 dopo vari cambi di nome il gruppo parte per Amburgo con, per la prima volta, la promessa di una vera paga: 25 sterline alla settimana ciascuno.
I giorni di Amburgo sono appassionati e ricchi di avventure: è qui che viene inventato il look dei Beatles grazie ad Astrid Kirchher, una fan tedesca che studia per loro gli abiti e quel particolare taglio di capelli che farà storia. Il fermento che si è crea in Germania intorno ai quattro ragazzi serve a far crescere le loro quotazioni anche in patria e la loro fama cresce a dismisura. Li vogliono ancora in Germania nel 1961 e qui incidono il loro primo 45 giri, My Bonnie, come gruppo spalla del cantante Tony Sheridan. È solo la prima esperienza: senza più Stuard Sutcliffe ( che morirà nel 1962 in seguito a una emorragia cerebrale), ma con Paul McCarteny passato definitivamente dalla chitarra al basso, i Beatles si incontrano con Brian Epstein. È un giro di boa fondamentale: Epstein, abbastanza introdotto nell’ambiante musicale, diventa subito l’appassionato manager del gruppo giocando un ruolo determinante nell’ascesa dei ragazzi di Liverpool.
La prima mossa è un provino alla Decca il primo gennaio del 1962: nessuno della casa discografica intuisce il potenziale dei Beatles commettendo uno degli errori più macroscopici della storia del mercato discografico. Altra porta a cui bussare è quella in Abbery Road (celebrata più tardi in un famoso album), sede della grande casa discografica EMI. Qui c’è un produttore, George Martin, che capisce alla perfezione il valore dei ragazzi. Unico neo, secondo lui, è il batterista Pete Best. Ma i Beatles non ci pensano troppo: firmano il contratto con la EMI e licenziano Best chiamando alla batteria Ringo Starr, che avevano conosciuto ad Amburgo mentre suonava con i Rory Storm & the Hurricanes. Ora il mitico gruppo è pronto e Love me do, uscita il 4 ottobre del 1962, fa conoscere al mondo una nuova fantastica realtà musicale.
Il 1963 è l’anno decisivo: le loro tournée in patria registrano tutto esaurito, cosi come quella in Svezia e contribuiscono a mandare in classifica splendidi singoli come From me to you, She loves you e I want to hold your hand. L’anno si conclude poi con la partecipazione a uno spettacolo di varietà in onore della regina: la "beatlemania" è definitivamente esplosa e il gruppo può permettersi di tutto, anche di dire, come ha fatto John Lennon proprio durante il concerto in onore della regina: "Quelli che occupano i posti economici applaudano, il resto di voi può far tintinnare i gioielli." Dopo un favoloso 1963 i Beatles decidono di "attaccare" gli Stati Uniti, con il desiderio di ripetere i trionfi europei. L’immaginazione in questo caso, viene superata dalla realtà: una vera isteria di massa accoglie il gruppo inglese ai concerti al "Coliseum" di Washington e alla "Carnegie Hall" di New York, dopo la partecipazione al prestigioso show televisivo di Ed Sullivan. I successi pubblicati in quest’anno sono tanti: Can’t buy me love e I feel fine in testa, oltre agli album Beatles for sale e A hard day’s night. Proprio "A hard day’s night" è anche il titolo del primo film girato dai Beatles, un passo decisivo per allargare il raggio d’azione del gruppo nel mondo dello spettacolo.
Il bis nel mondo della celluloide avviene l’anno successivo con "Help", subito dopo un memorabile concerto americano allo Shea Stadium. Dall’America all’Europa, ormai l’esercito dei fans dei Beatles ha ingrossato le file e il 1965 e il 1966 vedono la pubblicazione di altri brani storici come Ticket to ride, Day tripper, Paperback write, Rain, Eleonor Rigby e Yellow submarine, a fianco ad album altrettanto essenziali come Rubber soul e Revolver. L’estate del 1966 è dedicata interamente alle tournée che toccano Germania, Giappone; Manila e Stati Uniti, a ulteriore conferma dell’immenso successo del gruppo. La prima fase storica dei Beatles a questo punto si conclude. Proprio con Paperback write e Eleonor Rigby i quattro di Liverpool dimostrano la loro grande abilità nel far crescere il contenuto dei testi e la creatività musicale. Iniziano ad occuparsi di argomenti più strategicamente sociali, abbandonando gradualmente il terreno dei convenzionali temi romantici.
Le loro canzoni degli inizi avevano già cambiato il corso del rock, grazie a quelle splendide melodie e a quelle parole che, pur occupandosi quasi esclusivamente di rapporti d’amore, catturavano l’essenza del problema con lucidità e realismo. La coppia d’autori Lennon-McCartney, però, ha ambizioni ancora più grandi e, di fatto, riesce a concretizzare un modo di scrivere canzoni che servirà da esempio per tutti i musicisti rock degli anni settanta, contribuendo a dare una dignità letteraria anche al mondo della canzone. La fine del 1966 segna l’inizio della seconda fase della storia dei "faboulous four", in novembre il quertetto decide di smettere di suonare dal vivo (dopo l’ultimo concerto a San Francisco in agosto) e si ritrova in studio per raccogliere i frutti della svolta. Senza l’assillo delle tourné l’impegno compositivo conquista maggiore spazio. E in quel novembre del 1966 prende forma il lungo progetto che dopo sette mesi porterà alla pubblicazione di Sgt. Pepper’s lonely hearts club band. Le prime sedute di registrazione vedono nascere tre canzoni: When I’m sixty-four, Strawberry feild forever e Penny Lane.
La prima entrerà nell’album, le altre due verranno pubblicate nel febbraio del 1967 in versione 45 giri con doppio lato A, per evitare discriminazioni. Con questo singolo in testa alle classifiche i Beatles proseguono il lavoro di registrazione si Sgt. Pepper’s e allargano il campo delle ricerche sonore già sperimentate in Revolver, affiancando per la prima volta il sistematico uso innovativo della fase di mixaggio, merito in gran parte del produttore George Martin e al tecnico Geoff Emerick. Nel giugno 1967 mentre Sgt. Pepper’s riscuote l’attenzione di tutto il mondo, i Beatles ritornano in studio di registrazione per incidere All you need is love, forse il loro più sincero contributo alla cultura pacifista del "flower power". Il 27 agosto, mentre i beatles si trovano in Scozia per seguire gli insegnamenti spirituali del Maharishi, per una eccessiva dose di sonniferi muore il manager Brian Epstein, guida amministrativa e programmatica del gruppo: questa scomparsa contribuirà in modo determinante allo scioglimento del quartetto un paio di anni dopo.
Il 26 dicembre la BBC trasmette il film "Magical mistery tour" episodio sperimentale di cinematografia e musica nel quale i Beatles inseriscono alcune belle canzoni di questo periodo psichedelico come Hello goodbye e I am the walrus (primo posto in classifica). Nel 1968 i quattro sono impegnati per proprio conto in attività troppo diverse per essere condivise: Ringo Starr si dedica sempre di più al cinema, Harrison si reca spesso in India, Lennon vive la sua storia di amore e di arte con Yoko Ono. Il più "tranquillo" sembra essere McCartney, completamente inserito nella nuova parte di mente del gruppo dopo la morte di Epstein. Proprio alla penna di Paul si deve Lady Madonna, il nuovo singolo che in marzo conquista un altro primo posto in classifica. Ma è in luglio che i Beatles sono protagonisti di quello che può essere considerato il loro ultimo capolavoro. Viene infatti presentato il film "Yellow submarine", una storia a disegni animati nella quale vengono mescolati alcuni elementi della recente vita artistica del gruppo: i quattro si imbarcano su un sottomarino giallo per salvare la banda dei cuori solitari del sergente Pepper.
Intanto prende anche il via la breve attività della casa discografica Apple Records con dischi tra cui compare il cantautore americano James Taylor, ma questa iniziativa avrà fiato corto. Alla fine di agosto ecco un altro capitolo fondamentale, la pubblicazione del singolo contenente Hey Jude e Revolution (ancora primo in classifica). Alla fine del 1968 i Beatles danno alle stampe un doppio album senza titolo che passerà alla storia come The white album, con un repertorio di belle canzoni di stile differente Ma i Beatles stanno tirando gli ultimi colpi. È sempre piu’ difficile per i quattro ritrovarsi insieme a causa dei diversi interessi, diverse sensibilità e perfino nuovi amori tagliano le gambe alla vecchia amicizia (in questo periodo McCartney incontra Linda Estman). Nel 1969 Lennon e Harrison vengono fermati e rilasciati per possesso di stuperfacenti; Lennon e Ono si sposano a Gibilterra; Ringo recita in un film con Peter Sellers. I brevi periodi insieme vengono documentati nel film "Let it be", che uscirà nel 1970, e che comprende la famosa sequenza nella quale i Beatles cantano a sorpresa Get back sul tetto della Apple (ancora prima in classifica).
Nel settembre 1969 esce l’album Abery Road di alto livello qualitativo nonostante il confuso periodo: Come together, Something e Here comes the sun (di Harrison) sono alcuni dei brani. Nel marzo 1970 ecco una delle tappe conclusive della storia dei Beatles: esce il singolo Let it be ma fallisce l’appuntamento con il vertice della classifica. Il gruppo è allo sbando, Starr e McCartney pubblicano da solisti. È la fine: le voci sullo scioglimento si moltiplicano e non basta la pubblicazione dell’album Let it be a migliorare la situazione. Proprio la canzone Let it be suona anzi come il testamento di una storia bella e irripetibile, capolinea di quella strada lunga e ventosa (The long and winding road è il titolo di un’altra bella canzone del disco) arrivata allo STOP.

martedì 13 aprile 2010

libri

Nel rimettere in ordine i libri ne ho visti un paio che vorrei rileggere, già dico io... ma se non riesco a finire nemmeno quelli nuovi!
E' un vizio che ho, ogni volta che passo da una libreria devo entrare, non importa se anche per un solo minuto o per ore (ne sono capace), compro e intanto accumulo, accumulo... molto più di quanto riesco a leggere.
Le copertine sono studiate per catturare lo sguardo, giorni e giorni spesi a pensare su come incuriosire chi ci butta l'occhio, l'immagine principale, lo sfondo, i colori e spesso il risultato ottenuto non rispecchia ciò che andrai a leggere.
Una cosa l'ho imparata, più l'effetto è elaborato meno entusiasmante è il contenuto.
Tornando al discorso iniziale il mio riferimento era rivolto a "il ritratto di Dorian Gray" capolavoro di O. Wilde nel quale descrive magnificamente il decadentismo tipico di quell'epoca. La prima pagina è di rara delicatezza, il modo in cui descrive l'ambiente circostante, i profumi e i colori... un sogno nel quale immergersi.
Questo è solo uno dei tanti, i libri ci permettono di sognare ad occhi aperti, di creare l'atmosfera descritta a nostra immagine e somiglianza, non ci mostra idee altrui le costruiamo noi, riga dopo riga, pagina dopo pagina, autore dopo autore.

lunedì 12 aprile 2010

prefazione


Inizio col dire che non scrivo per lavoro ma per puro diletto. Con l'arrivo della primavera tutti i pori della mia pelle si aprono e ricevono nuovi stimoli, odori, sapori, colori, quelli di cui la natura in questo periodo dà sfoggio e io devo esternarli.
Le gemme appaiono e già i primi cespugli gialli per le strade ci rallegrano, ci segnala il solstizio che l'ariete apre al nuovo anno astrale e che, come tale, lo rispecchia.
La forza di nuova vita che vuole esplodere come un neonato richiede tutte le attenzioni per se e nulla dà, la primavera è il risveglio. Nei vasi vediamo i fiori, i prati ritornano verdi, gli animali si accoppiano e gli uomini si sentono finalmente liberi da un inverno, questo in particolare, gelido e lunghissimo.